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abdicazione

24 giugno 2011

Gli artisti hanno, come dice Neil Tennant dei Pet Shop Boys, una “fase imperiale”, quella in cui qualsiasi cosa facciano è un trionfo ed in cui colgono perfettamente lo zeitgeist (nel caso dei PSB era il triennio 87-89, quando Heart, una canzone graziosa, ma non certo una cosa essenziale, arrivò tranquillamente al #1 in mezza Europa, mentre veri capolavori, pubblicati in seguito, ebbero minore impatto, tipo Being boring).

Nel caso dei Suede, la fase imperiale inizia con Stay together e finisce con il #1 in classifica del loro quarto album, Head music, ora ripubblicato. Il primo singolo, Electricity, fu il loro ultimo brano nella top ten e da allora in poi il declino si fece sensibile, anche ingiustamente (Everything will flow è una delle loro cose più belle, eppure mancò la top 20). La genesi di Head music, come attesta lo stesso Brett Anderson nella nota introduttiva al disco, fu sofferta e la sperimentazione delle nuove sonorità resta, a più di dieci anni dopo, ancora non convincente.

Come consuetudine in queste ripubblicazioni, il secondo cd contiene lati b e rarità, tra cui una Waterloo che, ahimé, non è cover degli ABBA. Se solo avessero osato…

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