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disguised suburban graves

12 giugno 2011

All’uscita di Dog man star nel 1994, già si sapeva che Bernard Butler aveva lasciato i Suede. E non si sapeva ancora che quello che si pensava sarebbe stato il loro ultimo album sarebbe in realtà stato “solo” il secondo. Il primo ascolto del disco era dunque viziato da un senso di tragica ironia (tra il primo ed il secondo disco pubblicarono Stay together) e dal rimpianto per quello che si pensava non sarebbe stato (New generation). Diciasette anni dopo, questo disco resta il loro capolavoro, e The wild ones la loro vetta (in questa riedizione anche in una versione lunga, inedita, ancora più epica). Il fatto poi che alle dodici canzoni originale si aggiungano lati b, demo, i video e ben tre concerti, rende il tutto ancora più essenziale.

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